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Salvare i parchi italiani: aggiornamenti dal Gruppo dei 30

Notizie tratte da: "SALVARE I PARCHI ITALIANI, AGGIORNAMENTI DAL GRUPPO DEI 30". Elaborazione di Giorgio Boscagli & Francesco Mezzatesta.

1. In un servizio andato in onda su TG1 (14 aprile) si sosteneva, da parte di un “qualificato” esponente di una ditta boschiva, che per la salute dei boschi sia indispensabile una manutenzione costante e, addirittura, che il bosco avrebbe bisogno, per rimanere in salute, che si intervenga regolarmente tagliandone gli alberi più antichi. Roba da preistoria della conservazione! Sul tema si è scatenata giustamente una esterrefatta rimostranza e una nota di incredulità e protesta è stata inviata al TG1 da un gruppo autorevole di firmatari e il Gruppo dei 30 ha aderito. (fonte: Green report)

2. Quale ennesima testimonianza di come si traduce l’autonomia regionale per l’ambiente, la Regione Sardegna prepara una colata di cemento lungo le sue preziose coste. In piena emergenza sanitaria e ambientale determinata dalla tragica pandemia di COVID 19, la Regione assegna la dichiarazione di preminente interesse generale e di rilevanza regionale in favore della variante urbanistica in loc. Monte Turnu, procedura avviata dal Comune di Castiadas per permettere insediamenti edilizi sulla costa oltre i vincoli precedentemente imposti. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto che venga dichiarata l’improcedibilità del programma di interventi immobiliari per insanabile contrasto con la normativa di salvaguardia costiera e, comunque, il diniego delle necessarie autorizzazioni ambientali. Si ricorda che sono ormai più di 20mila le sottoscrizioni della petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo con la richiesta di mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale. (fonte: Salviamo il paesaggio)

3. La Regione Lazio aveva preso impegni per la tutela dell’orso marsicano (programma PATOM). Invece, purtroppo, così non pare, se è stata approvata una legge che estende la possibilità di cacciare nell’area contigua del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise. WWF Italia, Enpa, Lac, Lav, Lega nazionale difesa del cane, Lipu, Salviamo l’Orso e Orso and friends hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dell’ambiente Sergio Costa per chiedere la parziale impugnativa della Legge della Regione Lazio n. 1 del 27 febbraio 2020 recante"Misure per lo sviluppo economico, l'attrattività degli investimenti e la semplificazione". Secondo le 8 associazioni protezioniste e animaliste, «Questa legge, all’art. 9, senza nessun collegamento con la portata della norma stessa, ha esteso la possibilità di accesso nell'area contigua laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise anche ai cacciatori non residenti, violando apertamente quanto stabilito dall’art. 32 della Legge quadro sulle aree naturali protette (Legge n. 394/1991) che, al comma 3, stabilisce che all'interno delle aree contigue le regioni possono disciplinare l’esercizio della caccia soltanto nella forma della caccia controllata, riservata ai soli residenti dei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua ». L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una specie a rischio di estinzione di cui si calcola che rimangono poco più di 50 esemplari che vivono solo nell’area del Parco e nei territori limitrofi. (fonte:Green Report)

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