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Il Gruppo dei 30 e la difesa dei parchi italiani

È con piacere che, da ora in poi, ospiteremo sul nostro blog una serie di contributi da parte del Gruppo dei 30, costituito da centinaia di naturalisti e ricercatori che si unirono per difendere la storica Legge quadro 394/91 sui Parchi nazionali. Gli interventi sono a cura del biologo e wildlife manager Giorgio Boscagli.

Poco più che mezzo secolo fa sembrò (finalmente) potersi attribuire alla natura un valore non più frutto di una visione esclusivamente antropocentrica del mondo, bensì di una molto più laica, consapevole e sociale, che ci piace definire “biocentrica”. Dove una specie animale o vegetale prossima all’estinzione, o un paesaggio che può sparire per sempre, diventano oggetto di preoccupazione collettiva: il patrimonio comune che rischiamo ogni giorno di perdere.

La elaborazione concreta per un testo di legge sui parchi si avvia nel 1987, poco successiva all’istituzione del Ministero per l’Ambiente. Il 6 dicembre 1991, dopo infinite trattative, vengono approvati i 38 articoli della 394/1991 “legge quadro sulle aree protette” (primo firmatario Gianluigi Ceruti col supporto fondamentale di Antonio Cederna). Le esperienze degli storici parchi nazionali Abruzzo e Gran Paradiso fornirono essenziali spunti e riferimenti. La legge, per gli apprezzamenti ricevuti, più volte è stata definita “Piccola Costituzione delle Aree Protette”. Sappiamo che durante la sua vigenza sono poi emerse manchevolezze da correggere. Quasi nulla nasce perfetto. Ma altrettanto vero è che in alcune parti si è furbescamente evitato di applicarla, di solito per non turbare delicati equilibri di potere o arrecare disturbo alla pianificazione del consenso elettorale. Si evidenziavano così le prime lacune: una per tutte la indeterminatezza in cui “vivacchiano” le Aree Marine Protette (A.M.P.).

Sette anni dopo viene approvata la legge 426/1998 "Nuovi interventi in campo ambientale"; un aggiornamento che modifica – spesso in peggio – la 394/91. Stabilì, fra l’altro e improvvidamente, che la gestione delle A.M.P. fosse affidata a consorzi. Verso il 2009 parte l’input per un nuovo aggiornamento. L’obbiettivo prioritario doveva essere l’adeguamento della stessa alla accresciuta importanza delle A.M.P.. Fra 2009 e 2016 si assiste a vari tentativi, spesso maldestri e/o interessati, di predisporre il nuovo testo. Ciò che è mancata – come tuttora – è stata una revisione dei reali bisogni e difficoltà che esistono all’interno dei parchi (chi scrive è da oltre quaranta anni, con vari ruoli, nei, per e con i Parchi). Il vagheggiato adeguamento della 394/91 alle nuove sensibilità ed esigenze ha così navigato stancamente per quasi dieci anni.

Poi, verso il 2015-16… una improvvisa accelerazione. Un passo indietro: nel 2014 si era tenuta a Fontecchio (Abruzzo - Parco Regionale Sirente-Velino) una ampia convention fra le Associazioni ambientaliste più impegnate sul tema. Alla presentazione (Roma, 5 aprile 2016) la Carta di Fontecchio delinea un lucido quadro delle carenze del disegno di riforma, ma emersero anche grandi ostacoli politici per un tentativo di fermare tutto e ripensarlo. Proposte ed emendamenti circolanti palesavano tentativi di schiacciare i Parchi verso profili ben lontani dalla missione primaria – la conservazione della Natura – rendendoli simili a grandi Pro-Loco dove collocare in qualità di Presidenti, Direttori e Consiglieri figure più o meno riciclate della politica (nei Parchi Regionali di molte Regioni purtroppo è già così). In sostanza un “assalto alla diligenza” delle lobbies che ronzano attorno alle Aree Protette; un passo legislativo tale da far rischiare al Paese gravi, forse irreparabili passi indietro sul tema ambientale.

Con queste premesse decidemmo, Francesco Mezzatesta, chi scrive e un nucleo di teste pensanti e figure storicamente autorevoli nella conservazione della natura e gestione dei Parchi, di provare a difendere l’ultima spiaggia. Quella squadra si è poi autodefinita “Gruppo dei 30”, una sorta di falange macedone a difesa dei parchi italiani! Dopo una vera e propria radiografia di testi ed emendamenti in circolazione, il passo successivo fu proporre al WWF-Italia di scendere in campo con tutto il proprio peso e autorevolezza, così come fu negli anni ’80, all’epoca dell’approvazione della Legge Quadro. Proposta accettata e conseguente strategia elaborata concordemente, poi anche con molte altre Associazioni. Quelle più sensibili! In questo calderone si sviluppa un momento di sintesi e riflessione con il Convegno di Trento (2017) A cosa servono i parchi, nell’ambito del quale analizzammo collegialmente critiche e proposte del Gruppo dei 30. Sugli Atti di quel convegno sono pubblicate le tesi essenziali. Nel frattempo un laborioso documento, Aree protette tesoro italiano (condiviso dalla gran parte del mondo ambientalista) veniva inviato dal WWF-Italia a tutti i Parlamentari della Repubblica. Con toni pacati e civili metteva in luce disattenzioni e misconoscenza rispetto ai bisogni reali delle Aree Protette, rendendo così Il Parlamento consapevole che la pseudo-riforma rischiava di essere approvata contro il parere del mondo ambientalista nazionale più autorevole e competente. Deputati e Senatori, con poche, meritevolissime e combattive eccezioni, sembravano avere perso di vista cosa significasse legiferare in difesa della Natura.

Il documento che il Gruppo dei 30 fece circolare fra i Presidenti delle Commissioni parlamentari – i “Dieci punti critici” – non esauriva tutte le manchevolezze; si trattava di una piattaforma minima irrinunciabile. Rimarcava solo la punta dell’iceberg: i punti meno accettabili nel progetto di riforma che ribattezzammo “sfasciaparchi”. Grazie alla mobilitazione che riuscimmo ad attivare e all’azione sinergica di molte Associazioni, il progetto “sfasciaparchi” è fortunatamente decaduto assieme alla XVII Legislatura (fine 2017). Ma l’esperienza fatta e il rischio corso dalle Aree Protette del nostro Paese ci hanno insegnato che sul tema è necessario mantenere in permanenza lo stato di allerta. Questa è la motivazione per cui è nato “SALVARE I PARCHI ITALIANI Aggiornamenti al…..”, una sorta di bollettino che, volontaristicamente e pur senza una periodicità predefinita, continuiamo ad elaborare e circola fra tutti coloro che aderirono alla battaglia del Gruppo dei 30.

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