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Il biowatching nelle scuole per diffondere la cultura della natura

NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA FAUNA SELVATICA UN INTERVENTO DI FRANCESCO MEZZATESTA.

La fauna selvatica, fino a poco tempo fa, era considerata "res nullius", cioè cosa di nessuno. Solo successivamente, con battaglie durissime, riuscimmo a modificare la definizione della fauna da sempre delegata al settore venatorio, riuscendo a farla considerare un bene di tutti. Ma lo è realmente nella percezione collettiva?

Il fatto è che senza un'educazione alla biodiversità nelle scuole primarie, che ancora oggi si limitano a parlare prevalentemente di ambiente in generale e non a favorire l'osservazione diretta di habitat e specie, una nuova cultura della natura non può affermarsi. Ancora sono migliaia le persone che pensano che gli ambientalisti lancino le vipere con l'elicottero. E sono ancora in tante le signore convinte che i pipistrelli si attacchino ai capelli o che i rospi sputino. Manca quindi un'educazione capillare sulla biodiversità mentre le gite scolastiche sono incentrate più sui monumenti storici che non sulla scoperta dei nostri splendidi ambienti naturali. La fauna quindi è ancora trattata in base a una cultura da bar di tipo pseudo venatorio in cui ad essere riportate sono soprattutto le fake news. Queste più sono strane più fanno colpo.

Ultima della serie è la demonizzazione della gazza (Pica pica). Per coprire le responsabilità umane che trasformano, banalizzandoli, gli habitat di campagne e colline o distruggono i nidi delle rondini "perché sporcano": la responsabilità di chi è? Della "gazza ladra" ovviamente! In molti l'avrebbero vista appendersi in modo acrobatico come fossero dotate di artigli (che non posseggono) ai nidi di creta dei balestrucci costruiti sotto i cornicioni delle case distruggendone la struttura per cibarsi dei piccoli. Serve a poco dire che sono gli umani a buttar giù i nidi. Di solito c'è sempre un cugino che ha visto all'opera il malefico uccello proprio come riferivano a proposito delle famose vipere lanciate dagli elicotteri! È bene dire che le gazze, durante il periodo riproduttivo predano nidi soprattutto di merli. Essendo, come tutti i corvidi, uccelli molto intelligenti, le gazze riescono a scovare i nidi meno mimetizzati e predare qualche merlotto ottenendo le proteine di cui, in quel periodo dell'anno, necessitano per nutrire la prole. Questo non significa che le popolazioni di merlo diminuiscano a causa delle gazze . Anzi, i merli sono sempre più presenti in tutti i giardini delle città italiane perché nessun predatore distruggerà mai le proprie prede.

Preda e predatore sono in equilibrio come in una bilancia: se aumentano gli uni, aumentano anche gli altri e se diminuiscono le prede, si riducono anche i predatori bilanciandosi a vicenda. Sono le regole ecologiche della natura che andrebbero fatte conoscere nelle aule scolastiche sia con lezioni teoriche ma soprattutto con uscite pratiche sul campo. Se venisse incentivato il biowatching scolastico, basterebbero un paio di generazioni per cambiare in meglio la cultura naturalistica dei nostri giovani e, quindi, di gran parte della popolazione.

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