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Giù le mani dal muschio

Con l’arrivo dell’inverno e del periodo natalizio, in molti si recano nel bosco a saccheggiare muschi, licheni, rametti di agrifoglio, pungitopo e altre piante per dare quel tocco in più alle proprie decorazioni. Attenzione, però, alle multe. 

I muschi sono degli organismi vegetali senza tessuti vascolari (non c’è trasporto di linfa), a differenza delle altre piante. Sono la componente più cospicua delle Briofite (Briophyta), con più di 1.5000 specie diverse in tutto il mondo. Gli adattamenti sviluppati da queste piante sia a livello vegetativo sia a livello riproduttivo sono importanti nella comprensione dell'evoluzione delle piante terrestri. Nell'ecosistema forestale, i muschi svolgono un ruolo fondamentale, perché trattengono i semi delle piante del bosco e favoriscono la loro germinazione, dando vita a nuove piante. Inoltre, riescono ad assorbire l'acqua piovana e l’umidità dell’aria: processo fondamentale non solo per la loro stessa sopravvivenza durante la stagione calda e secca, ma anche per l’intero ecosistema, poiché regolano l’assorbimento di acqua nel terreno, evitando eventuali dissesti idrogeologici. I muschi vivono soprattutto in ambienti umidi e ombrosi, formando soffici e pittoreschi tappeti verdi sul terreno, sopra le rocce o sulle cortecce degli alberi. Un vero spettacolo della natura!

Tuttavia, non sono dei parassiti: svolgono, infatti, una propria attività fotosintetica. Alcune specie di muschi sono inserite negli allegati II e V della Direttiva Habitat (92/43/CEE), direttiva che ha lo scopo di salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione di specie vegetali, animali e habitat. I muschi sono considerati un prodotto del sottobosco e ,come tali, la loro raccolta è regolata da leggi regionali che dispongono dei limiti giornalieri. Ad esempio, in Emilia-Romagna, grazie alla L.R. n. 2 del 24/01/19977 non è possibile prelevarne più di 300 g al giorno. Stesso discorso vale per il pungitopo (Ruscus aculeatus) e per l’agrifoglio (Ilex aquifolium). In Italia, il pungitopo è anch’esso una specie protetta dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE); in particolare è stato inserito nell’allegato V, che elenca le specie il cui prelievo in natura può essere sottoposto a opportune misure di gestione. Per quanto riguarda l’agrifoglio, invece, questo arbusto non è una specie protetta da direttive nazionali, nonostante sia una specie ormai rara da trovare in bosco. Tuttavia, in molte regioni la sua raccolta è regolamentata. Ad esempio, in Emilia-Romagna è assolutamente vietata, sempre stando alle L.R. n. 2 del 24/01/1977.

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