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Biodiversità: un milione di specie a rischio estinzione

Nell’ultimo secolo l’attività dei 7 miliardi di persone che compongono la popolazione umana ha avuto un impatto senza precedenti sull'ambiente.

L’umanità sta trasformando la Terra così velocemente e drammaticamente che un milione di piante e animali sono a rischio estinzione. A dirlo sono gli scienziati dell’Ipbes (Piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e sui servizi degli ecosistemi) che, durante la sessione plenaria di Parigi (24 aprile – 4 maggio), hanno ratificato il Global Assessment Report: 1.500 pagine, tre anni di lavoro, centinaia di esperti intervistati. La conclusione? Nell’ultimo secolo la presenza media di vita animale e vegetale sul Pianeta è scesa del 20%, mentre l’attività dei 7 miliardi di persone che compongono la popolazione umana ha avuto un impatto senza precedenti nella storia. E le proiezioni indicano un ulteriore accelerazione entro il 2050, specialmente nella zona dei tropici e a causa del riscaldamento globale, della perdita di biodiversità. Una perdita che andrebbe a sommarsi alle 680 specie che dal 1.500 ad oggi sono scomparse. Senza considerare quelle non ancora conosciute, principalmente insetti, dal momento che gli scienziati hanno categorizzato solo 1,3 milioni di specie esistenti su un totale stimato di 8 milioni. 

Per porre rimedio a questa tendenza, il panel di scienziati ed esperti che ha stilato e ratificato il documento spinge per dei «cambiamenti trasformativi». Insomma, come ha sottolineato Sandra M. Dìaz, ecologista argentina all’Università di Cordoba, «non basta concentrarsi sulle politiche ambientali. Dobbiamo estendere la consapevolezza sulla biodiversità alle decisioni su infrastrutture e commercio allo stesso modo in cui i temi civili e sanitari sono presi in considerazione nelle decisioni economiche». Tocca ai diversi Paesi, quindi, farsi carico di questo impegno. In caso contrario, potremmo perdere il 40% delle specie anfibie, un terzo dei mammiferi marini e delle barriere coralline, 500mila specie terrestri che già oggi non hanno sufficiente habitat naturale per sopravvivere. 

La speranza non manca, però. Se giustamente spinti nella giusta direzione dall’opinione pubblica e dalla comunità scientifica, le nazioni hanno dimostrato di saper reagire: più del 15% delle terre e più del 7% degli oceani sono stati riconosciuti come zone protette e riserve selvagge. A questo dovrà seguire un processo lungo e difficile affinché agricoltori e allevatori introducano tecniche meno impattanti, i consumatori dei paesi ricchi sprechino meno, le leggi in materia ambientale siano più severe e restrittive, il riscaldamento globale venga affrontato mettendo in campo le giuste alternative energetiche.  

Per leggere l'articolo intero del New York Times: Humans Are Speeding Extinction and Altering the Natural World at an ‘Unprecedented’ Pace https://nyti.ms/2J4zwfQ

Tags: biodiversità, salvaguardia pianeta, climate change, estinzione