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Cambiamento climatico: è tempo di agire, non di sperare

Friday for future: seguendo l'esempio di Greta Thunberg, anche in Italia, il 15 marzo, i giovani sono scesi in piazza per dire no allo sfruttamento del nostro Pianeta.

Se in una stanza di casa mettessimo due mobili andrebbe bene se ne mettessimo anche quattro; ma se cominciassimo a accumularne 8, 10, 20, 30, come farebbero a starci? La stanza non è infinita, ma limitata a qualche decina di metri quadri. Cioè è uno spazio finito che non tende all'infinito. Facile da capire, ma più difficile se pensiamo a un altro corpo finito: il globo terrestre. La terra non è infinita, ma tonda e limitata nelle sue risorse. Se le risorse vengono sfruttate come fossero infinite il collasso del sistema è facilmente prevedibile. Il fatto è che la gran parte della gente si rende conto di quello che può accadere in una stanza se la sfruttiamo troppo, ma non riesce a vedere in modo più ampio e pensare alla globalità terrestre. Per molti questa visione "è troppo grande e in là'". Avevano previsto tutto al MIT di Denis Meadow e in altri centri di ricerca, che, nel loro antesignano I Limiti dello sviluppo degli anni '70, descrissero perfettamente quello che sarebbe successo e che sta succedendo oggi. Stessa preveggenza ebbero i lavori inascoltati del Club di Roma. Secondo quanto descritto nel primo lavoro del MIT, la maggior parte delle persone ha una visione dello spazio di una casa o di un quartiere, nel tempo di un giorno o al massimo di qualche giorno. Un numero leggermente superiore di persone ha una visione dello spazio di una nazione, mentre quella temporale si allarga a uno o più anni. Pochissimi individui, un numero limitatissimo, però, vedono nello spazio l'intera Terra e nel tempo i secoli passati e futuri.

Per questo la grande manifestazione organizzata dai ragazzi in ogni parte del Pianeta ha un qualcosa di incredibilmente rivoluzionario: riuscire a infondere in molte più persone una visione globale di quel fuscello spaziale che è il nostro Pianeta. La sedicenne Greta Thunberg ha stazionato per mesi, ogni venerdì, davanti al Parlamento svedese mostrando il suo cartello Salviamo il mondo, non ce n'è un altro di riserva . Alla fine i media si sono accorti di lei e delle sue dichiarazioni. Così il fenomeno è dilagato e tanti giovani, soprattutto dei paesi industrializzati, si sono mossi in tutto il mondo. In Italia sono stati organizzati 1325 cortei. Dice la referente per Friday For Future di Parma, Chiara Bertogalli che è anche una biowatcher di Natour Biowatching: «Il 15 marzo c’è stato un coinvolgimento formidabile di giovani in tutta Italia, frutto di un grande passaparola tra persone con la medesima sensibilità. Siamo fieri di essere riusciti anche a ritrovarci come comunità attiva con tanta voglia di costruire un futuro più sostenibile. Dobbiamo però passare dalle idee alle azioni che hanno appena iniziato a diffondersi, perché senza azioni concrete non riusciremo a migliorare la nostra impronta sul Pianeta e come dice Greta: ognuno è benvenuto, ognuno è necessario».

Molti governi fingono di ascoltare, ma poi continuano come prima. Altri addirittura si impegnano nel denigrare e cercare di ridicolizzare la coraggiosa Greta citando una sua malattia. Ma tutti i rivoluzionari che hanno fatto la storia non sono persone "normalizzate", ma diverse perché innovative e coraggiose. Coloro che denigrano la ragazzina svedese non ascoltano nemmeno gli scienziati che espongono i dati per salvare il Pianeta. Ad esempio, l'autorevole Intergovernomental Panel of Climate Change (IPCC) prevede che se continuiamo il cosiddetto sviluppo al ritmo attuale, superando di 1,5 gradi la temperatura media globale rispetto al periodo preindustriale, si innescheranno meccanismi irreversibili come lo scioglimento dei ghiacci del permafrost e la temperatura terrestre innalzata porterà a una situazione climatica fuori controllo. Dopo di che, nessun intervento umano sarà più possibile.

A tutti noi di Natour Biowatching piacciono come fossero nostre le parole di Greta che ci invitano non solo a parlare di speranza, ma soprattutto di azione perché questa ragazzina che ha mobilitato i giovani del mondo intero dice: «Abbiamo certamente bisogno di speranza. Ma l'unica cosa di cui abbiamo bisogno più della speranza è l'azione. Una volta che iniziamo ad agire, la speranza si diffonde. Quindi, invece di cercare la speranza, cerchiamo l'azione. Allora e solo allora, la speranza arriverà».

 

Foto di Riccardo Tambomini @ Shutterstock 

Tags: natour biowatching, cambiamento climatico,, greta tonberg, friday future