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Il Delta del Po

La prima volta che vidi i Fenicotteri sul Delta del Po era una sera di fine aprile, ed era anche la prima volta che mi recavo in quei luoghi che avrei imparato presto ad amare. 
Il sole era appena calato dietro l’orizzonte, ad ovest, dietro la palude di cui non si scorgeva la fine; le vasche d’acqua salmastra delle saline, antiche testimonianze del lavoro dell’uomo, si alternavano a strisce di terraferma parzialmente ricoperte di canneto, ma perlopiù di Salicornia, un piccolo arbusto strisciante il cui stesso nome ricorda il suo habitat elettivo, localizzato in prossimità di ambienti salati.
 
Ricordo, su suggerimento di un caro amico, di averne assaggiati un paio di nuovi germogli; quel pungente sapore di sale e di mare lo porto ancora con me, ché spesso sapori e odori si fermano nella mente più di immagini e suoni. Lo sguardo vagava e abbracciava il vasto panorama spaccato a metà tra acqua e cielo, tra luce riflessa e ombre lunghe della sera. Tutt’attorno centinaia di uccelli, vicini e lontani, appartenenti a decine di specie diverse: Gabbiani, Sterne, Mignattini, Limicoli (i piccoli trampolieri che cercano il cibo nel fango), Aironi…
 
Ovunque gli occhi si andavano a posare su animali in movimento, a terra, in acqua e in volo.
 
E ricordo il rumore costante, il frenetico vociare in mille lingue diverse, ognuna con un suo significato, a noi spesso ignoto. Era periodo di migrazione primaverile sul Delta del Po e nelle Saline di Comacchio: alle specie stanziali tutto l’anno si aggiungevano quelle di passaggio, in sosta in un ambiente unico, ricco di vita e di cibo, in attesa di ripartire verso nord, talune dirette sino al Circolo Polare Artico. Ed eccoli, i Fenicotteri, arrivare da sud in volo alto contro il cielo rosso e arancio, tra brevi planate e potenti battiti d’ali. La formazione ordinata e caotica allo stesso tempo si stagliava nell’ultima luce, come le migliori cartoline.
Credevo fosse un caso unico, una scena irripetibile; solo in seguito mi sono reso conto che certi scorci e certe immagini, sul Delta, sono la normalità; che i luoghi magici lo sono sempre, in ogni stagione e con ogni colore.
 
Con Natour-Biowatching sarò al Delta del Po da mercoledì 22 al venerdì 24 settembre, per farvi ammirare tutto questo e molto altro, con occhi curiosi e sempre pronti a stupirsi!

Tags: emanuele fior, Delta del Po', birdwatching, fenicotteri