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Ritrovato un nuovo ordine di aracnidi in Italia

Foto da: Colla et al. (2020), First record of Amblypygi from Italy: Charinus ioanniticus (Charinidae), Arachnology. 18. 642-648.

Recentemente, a Trieste è stato rinvenuto un animaletto ipogeo che rappresenta una scoperta straordinaria, appartenendo a un ordine nuovo di aracnidi per l'Italia, e (quasi) nuovo per l'Europa continentale.

Trovare una specie nuova per l'Europa è già una cosa rara, ma addirittura un ordine nuovo è un evento eccezionale; sarebbe come se in Europa non esistessero le farfalle, né diurne né notturne (ordine dei Lepidotteri) e, all'improvviso, se ne trovasse una piccola popolazione.

Il nome scientifico è Charinus ioanniticus, fa parte degli Amblypygi, un ordine della classe degli Aracnidi, distinto però da ragni e scorpioni (vedi foto).
In inglese sono chiamati “whip spiders”, ovvero “ragni frusta” per la prima coppia di zampe anteriori, che ricordano lunghissime antenne; l'aspetto è inquietante e arcaico e, in effetti, gli aracnidi sono fra i primi animali che hanno colonizzato le terre emerse.

Foto da:
Colla et al. (2020), First record of Amblypygi from Italy: Charinus ioanniticus (Charinidae), Arachnology. 18. 642-648.

Gli Amblypygi normalmente vivono in habitat tropicali, o quantomeno caldi. La distribuzione classica di questi animali, ad esempio, va dall'Egitto alla Turchia. Si trova anche sulle isole greche di Rodi e di Kos che, anche se geopoliticamente appartengono all'Europa, sono vicinissime alle coste turche ed hanno flora e fauna tipicamente anatoliche.

Tre soli esemplari sono stati trovati nel 2018 in un sobborgo di Atene (Agia Varvara, in due bagni ed una cucina); invece, proprio nel centro di Trieste esiste una popolazione stabile e in grado di riprodursi (probabilmente per partenogenesi, tutti gli esemplari trovati fino ad ora sono femmine).
Gli esemplari sono stati rinvenuti in un ex rifugio antiaereo, utilizzato dalle SS tedesche durante la Seconda guerra mondiale ed ora trasformato in un piccolo museo della guerra (chiamato “Kleine Berlin”). La temperatura, grazie al riscaldamento del palazzo soprastante, oscilla attorno a 16 – 17 C°, e nella galleria interessata vi è la presenza costante di acqua di condensa e di stillicidio: questo permette la vita di una specie che ha bisogno di un ambiente caldo e umido.
Ci si è chiesti come gli Amblypygi siano giunti a Trieste: essendo una città portuale si è ipotizzato che siano arrivati dentro qualche container, oppure con qualche traghetto dalla Turchia (di cui Trieste è capolinea). Altra ipotesi è che l'arrivo sia dovuto all'attività degli speleologi del Club Alpino di Trieste, che hanno sistemato il rifugio e che in passato hanno effettuato spedizioni in Medio Oriente e Turchia. L'ipotesi più suggestiva è che siano stati portati involontariamente già dalle SS, che ebbero frequenti contatti con il Medio Oriente durante il periodo bellico.

Una nota positiva: pur essendo una specie aliena, è molto improbabile che possa riprodursi al di fuori del micro-habitat che è riuscita a colonizzare (per motivi di temperatura), per cui non dovrebbero esservi pericoli di inquinamento biologico di altri habitat (ipogei carsici ad esempio), e/o di danneggiamento di equilibri ecologici locali.

A cura di Carlo Mazzera

Per approfondimenti si rimanda all'articolo originale:

First record of Amblypygi from Italy: Charinus ioanniticus (Charinidae)

Autori:  A. Colla, C. M. Legittimo, F. Castellucci, E. Simeon, G. S. de Miranda,

Pubblicato su:  Arachnology (2020) 18 (6), 642-648

Tags: biowatching , aracnidi, Amblypygi, Charinus ioanniticus, nuove scoperte, trieste, record