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Curiosando in Puglia

Articolo a cura di: Carlo Mazzera, una delle nostre Guide Biowatching. 

Biowatching dagli aspetti naturalistici a quelli storici, architettonici ed umani.

L’Italia è ricca di ambienti e paesaggi, di storia, di arte, di natura e di cultura. Una delle regioni che più mi affascina è la Puglia. In ottobre ho potuto visitarne la parte settentrionale: Gargano, parte delle province di Bari, di Foggia, e di Barletta, Andria e Trani.

 

Nel Gargano troviamo soprattutto una natura splendida, ma anche aspetti storici ed architettonici unici.

La geologia ad esempio è caratterizzata dal calcare candido, ben esposto nelle falesie della costa, intervallato da strisce di selce di ottima qualità, ampiamente sfruttata nell’antichità. In diversi punti, sul fondo di conche e doline contrasta il rosso vivo dei terreni ferrettizzati, residui del dissolvimento dei calcari, ricchi di alluminio; in alcuni punti troviamo addirittura vecchie miniere di bauxite, sfruttate appunto per la produzione di alluminio nel periodo autarchico.

 

Nella parte alta del Gargano troviamo la flora variegata della grande Foresta Umbra, a nord i laghi costieri di Lesina e Varano, poco a sud le saline di Margherita di Savoia, ricchissime di avifauna. Dal punto di vista storico ed architettonico, oltre ai bellissimi borghi costieri (Vieste, Peschici, Mattinata…) abbiamo il millenario santuario di S. Michele Arcangelo, centro di tradizioni e leggende, venerato già dai Longobardi.

A sud del Gargano paesaggio ed ambiente cambiano radicalmente: l’intervento umano è dominante ma armonico, non fastidioso. Vigneti ed uliveti cintati da una ragnatela di muretti a secco, punteggiati di caratteristiche strutture rurali (specchie, pajare, trulli…) caratterizzano la zona. I nuclei storici delle grosse borgate sono stupendi, in quasi tutti troviamo architetture barocche originali, sia umili che grandiose, ma soprattutto (a Barletta, Molfetta, Troia, Trani, Ruvo, Bitonto, Bari…) le affascinanti cattedrali romaniche, bianche abbacinanti sotto il sole di mezzogiorno, rosate al tramonto, folte di mostri, rosoni, telamoni, bassorilievi intricati, grifoni che sporgono dai paramenti murari. Da ultimo vorrei ricordare Castel del Monte, un unicum di estrema eleganza, misteriosa ed intrigante costruzione voluta dall’imperatore Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi”. 

 

Un grazie a Carlo Mazzera da Natour Biowatching.

 

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