Natour-Biowatching

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Cos'è il Biowatching

Il biowatching è l’osservazione della diversità biologica, in pratica la natura in tutte le sue forme. E’ la naturale estensione del birdwatching che è dedicato all’osservazione degli uccelli; il nuovo passo è l’approccio con la natura “a tuttocampo”.
Il termine biowatching, nato da un’idea di Francesco Mezzatesta, significa “andare in natura” praticando l’escursionismo naturalistico. Non si tratta di “camminare per arrivare” come nel trekking tradizionale ma di muoversi in natura curiosi per osservare la biodiversità che si incontra semplicemente passeggiando. Il biowatching è un modo “lento” di uscire in escursione soffermandosi a vedere e fotografare le tante sorprese che guide esperte mostrano ovunque lungo il cammino.

Gli ambienti sono legati a filo doppio a tutte le creature viventi che li  abitano e si evolvono con loro ed è questo in fin dei conti  il vero valore della biodiversità.  Riconoscere la diversità biologica non è solo una necessità scientifica, può essere anche un divertimento, un hobby, una  passione esaltante che permette di apprezzare la straordinaria ricchezza e varietà delle forme viventi.

Con Natour Biowatching abbiamo deciso di occuparci del nostro patrimonio naturale facendolo conoscere e quindi mettendo le persone in condizione di poterlo apprezzare.
Lo facciamo con esperienze didattiche sul campo (viaggi di più giorni o incontri giornalieri) e con progetti di conoscenza e salvaguardia dedicati a realtà appartenenti al nostro vastissimo patrimonio naturale.

Come è nato?

Le nostre prime uscite sul campo

Oggi

Noi insieme ad una rete qualificata di realtà che crede nella nostra mission

La nostra missione

Conoscere la natura per proteggerla

Strumenti del biowatching

MANUALI DI OSSERVAZIONE

Sono essenziali per controllare quello che si osserva sul campo. È evidente che quando si passeggia per boschi, campi e paludi è bene non appesantirsi troppo ed è quindi utile utilizzare manualetti leggeri riservando i volumi pesanti e più completi a controlli da effettuare successivamente a casa.

IL TACCUINO D'APPUNTI

Abituarsi a scrivere le osservazioni effettuate è importante. Serve a ricordare i particolari osservati utili anche ad identificare la specie o a classificare un ambiente. Serve a riflettere, a sviluppare spirito di osservazione e a descrivere meglio ciò che si è visto contribuendo anche alla ricerca scientifica. Ad esempio molte osservazioni effettuate da dilettanti sono state determinanti per scoprire nuove specie in luoghi in cui si pensava non fossero presenti. L’utilizzo di cellulari e tablet permette al giorno d’oggi di prendere appunti informatici scattando foto e riconoscendo le specie, soprattutto piante o farfalle, utilizzando speciali applicazioni come Plantnet o Inaturalist.

UN GIUSTO VESTIARIO

Non è che siano necessari particolari “travestimenti”, però gli abiti da scegliere per andare in natura devono essere comodi e robusti e preferibilmente di colori non troppo vistosi. Necessari sono invece un paio di scarponcini adatti poi a camminare a lungo senza stancarsi. Nello zaino è bene avere sempre un K- way pronto uso, cibo e acqua.

BINOCOLO
Per cominciare occorre munirsi di un binocolo; a differenza che nell’osservazione degli uccelli in cui possono andare bene anche binocoli tradizionali, nel biowatching è importante l’uso di binocoli che permettano la messa a fuoco ravvicinata. Per esempio per osservare farfalle o tritoni occorre porsi non troppo lontano né troppo vicino ai soggetti. Utilizzando i binocoli tradizionali il soggetto risulta fuori dal campo di distanza minima di messa a fuoco e per guardarlo con le lenti occorre addirittura indietreggiare, mentre a occhio nudo lo stesso soggetto risulta troppo lontano. Con i nuovi binocoli a messa a fuoco ravvicinata invece, adatti al biowatching, i soggetti si possono osservare anche a 2-3 metri di distanza.
ESPERTO PER LE PRIME VOLTRE

Le prime volte che si esce è importante avere il supporto di qualche esperto che ci indirizzi nel giusto approccio all'osservazione della natura: come impugnare il binocolo o il lentino di ingrandimenti dove guardare per scoprire anfibi e rettili, come riconoscere le tracce dei mammiferi, come consultare manuali e supporti magnetici di comunicazione per identificare fiori e piante, come orientarsi nel mondo sterminato degli insetti, ecc. Anche se i consigli dell’esperto sono utili, c'è un solo vero modo per imparare davvero a conoscere la natura: fare esperienza sul campo, uscendo spesso in escursioni naturalistiche per osservare, identificare e divertirsi a contatto con lo sterminato mondo della biodiversità praticando il “biowatching” con cui scoprire le tante forme di vita attorno a noi.

MAPPE DELLA ZONA

Quando si visita un nuovo ambiente è bene avere con sè una mappa del territorio circostante.
Sulla mappa si possono controllare i sentieri segnati, si inquadra la zona in un contesto
morfologico più vasto. Le zone visitate vanno per così dire “marcate” sulla carta e successivamente identificate e ricordate come aree già “esplorate”. Esistono oggi anche ottime applicazioni digitali per indicare e segnare i sentieri da scoprire o che si percorrono e vanno ricordati.

I nostri luoghi di esplorazione

COME E' NATO?

Le prime esperienze sono state la realizzazione di corsi sia teorici con proiezione di immagini che con uscite sul campo. Grande successo ebbe l’inserimento nella rivista Airone di un piccolo libretto sul biowatching realizzato nel 1996 da Francesco Mezzatesta e Franca Zanichelli con l’aiuto di Club Vacanze. Corsi settimanali di biowatching sono stati realizzati in collaborazione con tour operator come Club Vacanze, Going, Brixia, Settemari in Italia e all’estero in luoghi unici come le Seychelles, Zanzibar, il Nilo, Messico, Caraibi a Cuba, Santo Domingo, Turk and Caicos. In Italia abbiamo fatto corsi di biowatching dalle montagne al mare : in Trentino – Alto Adige a Lavarone, S. Martino di Castrozza e Madonna di Campiglio, in Valle d’Aosta a Morges, in Sardegna lungo la costa di Orosei, in Calabria a Tropea, in Sicilia a Pantelleria e Favignana. Facendo una media di 30 persone coinvolte a settimana per oltre 20 anni il numero dei partecipanti ai nostri corsi ammonta a diverse decine di migliaia.

OGGI

Oggi Natour biowatching ha un’esperienza pluriennale e i collaboratori sono ulteriormente qualificati. La nostra esperienza è stata utile anche in Grecia dove, nell’isola di Alonissos gli ospiti del villaggio Marpunta per gran parte digiuni di esperienze naturalistiche, hanno imparato a riconoscere le principali specie di flora e fauna e a distinguere i diversi habitat. Quando ci salutiamo molte persone ci ringraziano e ci rivolgono una tipica frase che ricorre spesso: “Grazie per averci insegnato a guardarci attorno!” Oggi dopo la pandemia e in attesa di sviluppi, la nostra azione è rivolta prevalentemente in Italia ma la scelta delle strutture dove ci appoggiamo è basata non solo sulla qualità ma anche sul fatto che gli operatori turistici con cui collaboriamo condividono i nostri ideali di fare conoscere la natura per proteggerla. Per esempio ospitando nella propria struttura nidi di rondini e balestrucci. Scegliamo pertanto strutture ricettive che sposano il biowatching e cerchiamo la collaborazione costante e partenariati con reti di enti, associazioni, parchi e riserve natural.

LA NOSTRA MISSION

Lo scopo principale di Natour biowatching è la scoperta della biodiversità attraverso l’osservazione e la conoscenza delle forme viventi che possono essere osservate semplicemente passeggiando. Osservazione che è piacere e divertimento con lo scopo di fare conoscere la natura per tutelarla. Per questo la scoperta della biodiversità per noi è al primo posto e il nostro motto è: conoscere la biodiversità per proteggerla!