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La biodiversità secondo Natour: Conoscere è proteggere

Il biowatching è la naturale estensione del birdwatching, cioè non solo il riconoscimento delle diverse specie di uccelli, ma della biodiversità in tutte le sue forme.

La tecnica di approccio alla natura tramite il biowatching è semplice. Si tratta di passeggiare negli ambienti naturali, magari per le prime volte accompagnati da un esperto, portando con sé un taccuino di appunti, qualche manuale di osservazione e un binocolo. In particolare, meglio se scelto tra quelli di ultima generazione, in grado di mettere a fuoco anche a 2 metri di distanza, in modo da permettere di osservare in tranquillità anche rettili e farfalle senza avvicinarsi troppo. Con Natour biowatching collaborano una ventina di “guide biowatchers” che, sono sì giovani, ma vantano un’esperienza consolidata. 

Da quest’anno Natour biowatching opera con WWF Travel con cui condivide la promozione e la gestione delle mete che, per il 2019, sono una ventina e vanno dalle Alpi al delta del Po, dall’Appennino tosco-emiliano alle Apuane, dall’Arcipelago toscano alla Maremma. Il termine biowatching è stato inventato da Francesco Mezzatesta e significa “osservare la biodiversità”. Le prime esperienze sono state la realizzazione di corsi sia teorici, con proiezione di immagini, sia soprattutto con uscite sul campo negli anni Novanta. Passeggiare lentamente in natura per scoprire la biodiversità in tutte le sue forme. Che riassunto in una parola si pronuncia: biowatching. Questo in sostanza l’idea di un’attività sportivo-ricreativa che è praticabile da tutti senza limiti di età.

Francesco Mezzatesta quando era Segretario generale della Lipu, con Franca Zanichelli impegnò l’associazione a lanciare in Italia il birdwatching, cioè l’osservazione degli uccelli con l’uso di un binocolo. Oggi con il biowatching si va oltre: non solo uccelli ma anche habitat, fiori, alberi, farfalle e altri invertebrati, mammiferi, pesci. Insomma provare a scoprire la biodiversità che ci circonda con un approccio che dal birdwatching (osservazione dell’avifauna) si è allargato al biowatching, cioè all’osservazione della natura a tutto campo. Per fare conoscere questa attività di passeggiate naturalistiche alla scoperta delle diverse forme di vita, il gruppo di Natour biowatching (il marchio che contraddistingue questo tipo di osservazione della biodiversità) ha iniziato una collaborazione con WWF Travel che è la branca ecoviaggi del WWF. Vengono così proposti week end lunghi in varie parti d’Italia per fare biowatching nei luoghi naturali più belli.

A guidare i gruppi di persone che aderiscono all’iniziativa ci sono guide biowatchers qualificate in osservazioni della biodiversità sul campo che illustrano quello che si vede a fianco dei sentieri, quindi vegetazione e flora, tracce di fauna o osservazioni dirette, come ad esempio la scoperta della presenza dei tritoni in alcune raccolte d’acqua, o l’ascolto dei canti degli uccelli per identificarne la specie. Lo scopo principale di Natour Biowatching è quindi è la scoperta della biodiversità attraverso l’osservazione e la conoscenza delle forme viventi che si osservano semplicemente passeggiando. Un processo essenziale per arrivare a proteggere la natura che si vede attorno, secondo il motto “conoscere per proteggere”.

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