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Un pasto pesante come il piombo

Un milione di uccelli acquatici muoiono ogni anno in Europa non perché abbattuti, ma per l’avvelenamento causato dalla caccia.

A denunciare il fenomeno è una ricerca pubblicata nel 2018 sulla prestigiosa rivista the Science of the Total Environment. Il colpevole? Il piombo contenuto nelle munizioni utilizzate dai cacciatori. Disperso tramite gli spari, il metallo si deposita sul fondo delle zone umide e si accumula anno dopo anno. Gli uccelli acquatici ne rimangono intossicati perché sono soliti ingerire sassolini che aiutano a triturare il cibo all’interno dello stomaco. Se al posto di un sassolino inghiottono un pallino, restano intossicati perché il piombo viene rapidamente assorbito dall’organismo così che le cartucce sono una delle principali fonti di inquinamento da piombo in Europa.

Secondo un rapporto pubblicato da ISPRA, solo in Italia ogni anno ne vengono riversate nell’ambiente tra le 4000 e le 10.000 tonnellate, che finiscono con il contaminare terreni e acque. Ma c’è di più. Il piombo nelle cartucce rappresenta anche un pericolo per la salute umana. La cacciagione rimane contaminata dai pallini e dalle schegge che si formano al momento dell’impatto con la preda. Il rischio per i consumatori è concreto perché il piombo metallico si trasforma in forma solubile durante la cottura, contaminando diffusamente i cibi come dimostrano diversi studi che hanno rilevato un incremento dei livelli medi di piombo nel sangue in seguito al consumo di selvaggina.

Data la gravità del problema la UE ha dato mandato all'Agenzia Chimica Europea (ECHA) di valutare come introdurre limitazioni all’impiego del piombo nelle zone umide del continente sostituendo le attuali cartucce con altre atossiche. Il metallo assorbito infatti danneggia vari organi, soprattutto i reni e il sistema nervoso centrale. Per questo si tende a ridurne la presenza in carburanti, vernici, inchiostri, leghe per saldature, giocattoli e così via ma, incredibilmente, non nelle munizioni da caccia. Eppure, dice il medico e ornitologo Luciano Ruggieri, presidente dell'associazione di birdwatching EBN Italia, le alternative esistono e sono utilizzate in paesi, come la Danimarca, che permette solo l'uso di pallini in acciaio.

Germano Reale, foto di Massimo Piacentino

Tags: natour biowatching, birdwatching, biowatching , biodiversità, ecotourism