COS’È IL BIOWATCHING

Il biowatching  è l’osservazione della diversità biologica, in pratica la natura in tutte le sue forme. E’ la naturale  estensione del  birdwatching che è dedicato all'osservazione degli uccelli; il nuovo passo è l’approccio con la natura “a tuttocampo”.

Il termine biowatching, nato da un’idea di Francesco Mezzatesta, significa  "andare in natura" praticando  l'escursionismo naturalistico. Non si tratta di  "camminare per arrivare"  come nel trekking tradizionale ma di passeggiare  curiosi per osservare la biodiversità che si incontra camminando. Il biowatching è un modo "lento" di uscire in escursione  soffermandosi a vedere e fotografare le tante sorprese che  guide esperte mostrano  ovunque lungo il cammino.

 Si tratta di una  forma di turismo basato sull'osservazione non solo dei tradizionali valori storici come chiese, monumenti, pinacoteche  ma anche di boschi, campi fioriti, laghi,fiumi e ruscelli coste marine e picchi rocciosi; e con essi , alberi  fiori, insetti, rocce, uccelli e mammiferi .

Gli ambienti sono legati  a filo doppio a tutte le creature viventi che li  abitano e si evolvono con loro ed è questo in fin dei conti  il vero valore della biodiversità . Ma riconoscere la diversità biologica non è solo una necessità scientifica , può essere anche un divertimento , un hobby. Il biowatching può divenire una  passione esaltante che permette di apprezzare la straordinaria ricchezza e varietà delle forme viventi .

Il patrimonio naturale per troppo tempo scarsamente  considerato e sottostimato nei confronti del patrimonio storico ed artistico, viene finalmente rivalutato prima di tutto conoscendolo , facendolo conoscere e quindi mettendo la gente in condizione di poterlo apprezzare.

 

 

COS’È Natour Biowatching

E' un marchio di qualità registrato che garantisce un alto livello didattico delle iniziative di conoscenza e protezione della natura.
Come è nato

Come è nato

Le prime esperienze sono state la realizzazione di corsi sia teorici con proiezione di immagini che con uscite sul campo. Grande successo ebbe l'inserimento nella rivista Airone di un piccolo libretto sul biowatching realizzato da Francesco Mezzatesta e Franca Zanichelli.
Oggi

Oggi

Oggi Natour biowatching ha un' esperienza pluriennale e i suoi collaboratori sono ulteriormente qualificati. La scelta delle Agenzie di supporto è basata sia sulla qualità ma anche sul fatto che le strutture con cui collaboriamo credono alla nostra mission di fare conoscere la natura per proteggerla.
La nostra missione

La nostra missione

Lo scopo principale di Natour Biowatching è la scoperta della biodiversità attraverso l'osservazione e la conoscenza delle forme viventi che si osservano semplicemente passeggiando. Un processo essenziale per arrivare a proteggere la natura osservata.
  • Come è nato
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  • La nostra missione
  • Come è nato

    Le prime esperienze sono state la realizzazione di corsi sia teorici con proiezione di immagini che con uscite sul campo. Grande successo ebbe l'inserimento nella rivista Airone di un piccolo libretto sul biowatching realizzato da Francesco Mezzatesta e Franca Zanichelli (foto?). Corsi settimanali di biowatching sono stati realizzati in collaborazione con tour operator come Settemari, Going, Brixia in Italia e all'estero in luoghi unici come le Seychelles, Zanzibar, il Nilo, Messico, Caraibi a Cuba, Santo Domingo, Turk and Caicos. In Italia abbiamo fatto corsi di biowatching dalle montagne al mare : in Trentino - Alto Adige a Lavarone, S. Martino di Castrozza e Madonna di Campiglio, in Valle d'Aosta a Morges, in Sardegna lungo la costa di Orosei, in Calabria a Tropea, in Sicilia a Pantelleria e Favignana. Facendo una media di 30 persone coinvolte a settimana per 20 anni il numero dei partecipanti ai nostri corsi ammonta a diverse decine di migliaia.
  • Oggi

    Oggi Natour biowatching ha un' esperienza pluriennale e i suoi collaboratori sono ulteriormente qualificati. La scelta delle Agenzie di supporto è basata sia sulla qualità ma anche sul fatto che le strutture con cui collaboriamo credono alla nostra mission di fare conoscere la natura per proteggerla. Ad esempio l'Agenzia "Limosa" di Roberta Manzi ha ricevuto un importante riconoscimento dall'Unesco e Marida Bessi dell'Agenzia "Il Parco" di Capraia ha dedicato la propria vita alla difesa e alla promozione dell'isola toscana. Oggi la nostra esperienza è messa frutto sia nell'isola di Alonissos in Grecia dove, presso il Villaggio "Marpunta", collaboriamo con il Tour operator Settemari. Sotto la nostra guida, persone per gran parte digiune di esperienza naturalistica, non trascorrono solo una vacanza di sole e mare, peraltro bellissimo ma, approfittando del fatto che il Villaggio è compreso nel Parco marino delle Sporadi, imparano a riconoscere le principali specie di flora e fauna e a distinguere i diversi habitat. Quando ripartono molti ospiti ci ringraziano e ci dicono una tipica frase che ricorre spesso: "grazie per averci insegnato a guardarci attorno!".
  • La nostra missione

    Lo scopo principale di Natour biowatching la scoperta della biodiversità attraverso l'osservazione e la conoscenza delle forme viventi che si osservano semplicemente passeggiando. Osservazione che è piacere e divertimento ma è anche momento essenziale per arrivare a proteggere la natura osservata. La nostra Mission è fare conoscere la natura affinchè venga apprezzata e difesa. Per questo la scoperta e la tutela della biodiversità per noi è al primo posto. In ogni occasione in cui usciamo in natura in Italia o all'estero è per noi fondamentale la connessione con il territorio e con strutture ricettive che condividono le nostro modo di fare ecoturismo consapevole. Scegliamo cioè strutture ricettive che sposano il biowatching e cerchiamo la collaborazione costante e partenariati con reti di enti, associazioni, parchi e riserve naturali. Viaggiare per noi significa agire per la conservazione della natura e i nostri biowatcher sono professionisti impegnati da anni nella divulgazione delle tematiche ecologiche sul campo con l'obiettivo di portare sempre più persone a condividere il nostro motto : conoscere la biodiversità per proteggerla!
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Strumenti del Biowatching

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Binocolo

Binocolo

Per cominciare occorre munirsi di un binocolo; a differenza che nell’osservazione degli uccelli in cui possono andare bene anche binocoli tradizionali, nel biowatching è importante l’uso di binocoli che permettano la messa a fuoco ravvicinata. Per esempio per osservare farfalle o tritoni occorre porsi non troppo lontano né troppo vicino ai soggetti. Utilizzando i binocoli tradizionali il soggetto risulta fuori dal campo di distanza minima di messa a fuoco e per guardarlo con le lenti occorre addirittura indietreggiare, mentre a occhio nudo lo stesso soggetto risulta troppo lontano. Con i nuovi binocoli a messa a fuoco ravvicinata invece adatti al biowatching, i soggetti si possono osservare anche a 2-3 metri di distanza.
Manuali di osservazione

Manuali di osservazione

Sono essenziali per controllare quello che si osserva sul campo. È evidente che quando si passeggia per boschi, campi e paludi è bene non appesantirsi troppo ed è quindi utile utilizzare manualetti leggeri riservando i volumi pesanti e più completi a controlli da effettuare successivamente a casa.
Il taccuino d'appunti

Il taccuino d'appunti

Abituarsi a scrivere le osservazioni effettuate è importante. Serve a ricordare i particolari osservati che serviranno poi a identificare la specie o a classificare un ambiente. Serve a riflettere, a sviluppare spirito di osservazione e a descrivere meglio ciò che si è visto. E serve anche alla ricerca scientifica. Ad esempio molte osservazioni effettuate da dilettanti sono state utili per scoprire nuove specie in luoghi in cui si pensava non fossero presenti.
Le mappe della zona

Le mappe della zona

Quando si visita un nuovo ambiente è bene avere con sè una mappa del territorio circostante. Sulla mappa si possono controllare i sentieri segnati, si inquadra la zona in un contesto morfologico più vasto; e poi le zone visitate vanno per così dire “marcate” sulla carta e successivamente identificate e ricordate come aree già “esplorate”.
Un giusto vestiario (scarpe comode, K-way, cibo e acqua)

Un giusto vestiario (scarpe comode, K-way, cibo e acqua)

Non è che siano necessari particolari “travestimenti”, però gli abiti da scegliere per andare in natura devono essere comodi e robusti e preferibilmente di colori non troppo vistosi. Necessari sono invece un paio di scarponcini adatti poi a camminare a lungo senza stancarsi. Nello zaino è bene avere sempre un impermeabile pronto uso, cibo e acqua.
Un esperto per le prime volte

Un esperto per le prime volte

È importante le prime volte avere il supporto di qualche esperto che indirizzi nel giusto approccio all'osservazione della natura: come impugnare il binocolo, dove guardare per scoprire anfibi e rettili, come riconoscere le tracce dei mammiferi, come consultare i manuali per identificare fiori e piante, come orientarsi nel mondo sterminato degli insetti, ecc. Pur se i consigli teorici sono utili, c'è un solo vero modo per imparare davvero a conoscere la natura: fare esperienza sul campo, uscendo quante più volte sia possibile in escursioni naturalistiche per osservare, identificare e divertirsi con lo sterminato mondo della biodiversità: un “biowatching” alla scoperta della vita attorno a noi.
  • Binocolo

    Binocolo

    Per cominciare occorre munirsi di un binocolo; a differenza che nell’osservazione degli uccelli in cui possono andare bene anche binocoli tradizionali, nel biowatching è importante l’uso di binocoli che permettano la messa a fuoco ravvicinata. Per esempio per osservare farfalle o tritoni occorre porsi non troppo lontano né troppo vicino ai soggetti. Utilizzando i binocoli tradizionali il soggetto risulta fuori dal campo di distanza minima di messa a fuoco e per guardarlo con le lenti occorre addirittura indietreggiare, mentre a occhio nudo lo stesso soggetto risulta troppo lontano. Con i nuovi binocoli a messa a fuoco ravvicinata invece adatti al biowatching, i soggetti si possono osservare anche a 2-3 metri di distanza.
  • Manuali di osservazione

    Manuali di osservazione

    Sono essenziali per controllare quello che si osserva sul campo. È evidente che quando si passeggia per boschi, campi e paludi è bene non appesantirsi troppo ed è quindi utile utilizzare manualetti leggeri riservando i volumi pesanti e più completi a controlli da effettuare successivamente a casa.
  • Il taccuino d'appunti

    Il taccuino d'appunti

    Abituarsi a scrivere le osservazioni effettuate è importante. Serve a ricordare i particolari osservati che serviranno poi a identificare la specie o a classificare un ambiente. Serve a riflettere, a sviluppare spirito di osservazione e a descrivere meglio ciò che si è visto. E serve anche alla ricerca scientifica. Ad esempio molte osservazioni effettuate da dilettanti sono state utili per scoprire nuove specie in luoghi in cui si pensava non fossero presenti.
  • Le mappe della zona

    Le mappe della zona

    Quando si visita un nuovo ambiente è bene avere con sè una mappa del territorio circostante. Sulla mappa si possono controllare i sentieri segnati, si inquadra la zona in un contesto morfologico più vasto; e poi le zone visitate vanno per così dire “marcate” sulla carta e successivamente identificate e ricordate come aree già “esplorate”.
  • Un giusto vestiario (scarpe comode, K-way, cibo e acqua)

    Un giusto vestiario (scarpe comode, K-way, cibo e acqua)

    Non è che siano necessari particolari “travestimenti”, però gli abiti da scegliere per andare in natura devono essere comodi e robusti e preferibilmente di colori non troppo vistosi. Necessari sono invece un paio di scarponcini adatti poi a camminare a lungo senza stancarsi. Nello zaino è bene avere sempre un impermeabile pronto uso, cibo e acqua.
  • Un esperto per le prime volte

    Un esperto per le prime volte

    È importante le prime volte avere il supporto di qualche esperto che indirizzi nel giusto approccio all'osservazione della natura: come impugnare il binocolo, dove guardare per scoprire anfibi e rettili, come riconoscere le tracce dei mammiferi, come consultare i manuali per identificare fiori e piante, come orientarsi nel mondo sterminato degli insetti, ecc. Pur se i consigli teorici sono utili, c'è un solo vero modo per imparare davvero a conoscere la natura: fare esperienza sul campo, uscendo quante più volte sia possibile in escursioni naturalistiche per osservare, identificare e divertirsi con lo sterminato mondo della biodiversità: un “biowatching” alla scoperta della vita attorno a noi.

Luoghi delle escursioni

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